Il Piano C nel matrimonio: flessibilità e innovazione

Negli ultimi mesi, molti articoli e post hanno parlato con entusiasmo di una nuova idea: il piano C.

Si faceva riferimento ad un nuovo modo di pensare e di organizzare il matrimonio, una terza possibilità, a metà strada tra il piano A (quello perfetto) e il piano B (il piano di riserva meno desiderato).

Parliamo in sostanza di un approccio innovativo all’organizzazione del matrimonio, che offre flessibilità in una situazione, quella del matrimonio, dove questa parola è d’oro.

Ma prima di approfondire, partiamo dall’inizio!

Cos’è il piano A?

Una delle prime cose che avete fatto dopo aver deciso di sposarvi è stata scegliere la location. Avete visitato ville, castelli e tenute, e piano piano la vostra mente ha iniziato ad immaginare ogni dettaglio del vostro grande giorno: dove servire aperitivi e dolci, il luogo perfetto per il taglio della torta, uno spazio per ballare e festeggiare con gli amici

Una volta trovata la location ideale e averla confermata, i sogni si sono trasformati in un progetto concreto. Con l’aiuto della wedding planner e dei fornitori, avete definito il piano A, la versione perfetta del matrimonio, studiata nei minimi dettagli.

E’ il racconto di come voi immaginate il vostro grande giorno in termini di luoghi e di spazi, di percorsi e anche di tempi e attività da proporre ai vostri ospiti.

Il piano A è fondamentale perché:

  • Aiuta a visualizzare l’intera giornata
  • Serve per creare un timing dettagliato
  • Definisce la posizione di tutti gli allestimenti e i servizi

E il piano B?

Purtroppo, può succedere che sia necessario cambiare piano. Non sempre tutto è fattibile e le cose possono non dipendere da noi, primo tra tutti il meteo, ormai imprevedibile. Può piovere a giugno o fare caldo a dicembre.

Ecco perché è necessario essere organizzati ed avere un piano B, in cui tutte le attività previste all’aperto vengono riposizionate in uno spazio coperto.

Per questo motivo, è fondamentale scegliere una location con spazi interni adeguati che vi piacciano tanto quanto quelli esterni.

E il piano C a cosa serve?

Proprio perchè il meteo è  diventato sempre più instabile, è nata l’idea di un terzo piano flessibile, un mix tra il piano A e il piano B.

Questo concetto, pur non essendo una novità assoluta, si è diffuso ed è diventato strutturale.

Con il piano C si possono combinare le due soluzioni, adattandole alle esigenze reali del giorno del matrimonio. Questa significa trovare un equilibrio perfetto tra le due opzioni, garantendo la migliore esperienza possibile per voi e i vostri ospiti.

Nella quotidianità questa è una cosa che si è fa sempre.

Modificare il piano iniziale a seconda delle reali esigenze, unire le idee, trovare la soluzione migliore, fare ipotesi e progetti, a prescindere dal meteo e considerando anche altri fattori, è quello che si fa sempre.

Ma dandogli un nome, lo abbiamo reso ufficiale, lo abbiamo reso concreto.

Parole d’ordine: flessibilità e immaginazione

Non si tratta di un’invenzione rivoluzionaria. Stiamo parlando di avere una mentalità più elastica durante l’organizzazione del matrimonio.

L’idea di cercare una terza via, o persino una quarta, permette di superare la rigidità della pianificazione e di trovare soluzioni alternative senza stravolgere i piani iniziali.

C’è bisogno di grande flessibilità e immaginazione, ma a volte le migliori idee arrivano quando si è alle strette e bisogna per forza trovare una soluzione che funzioni.

Quando serve un piano C?

I fattori legati al meteo sono moltissimi. Il primo che ci viene in mente è ovviamente la pioggia. Se piove non c’è nulla da fare, bisogna stare dentro, al coperto.

Ma se vi dicessi umidità, vento, soleggiamento a chiazze, voi cosa direste?

Mettiamo caso che il taglio torta sia programmato per le 23.00 e non sia prevista pioggia. Avete mai pensato all’umidità che potrebbe esserci nel giardino dove lo avete immaginato, anche se siamo a giugno?

Avete deciso di fare il buffet degli antipasti in terrazza, per far godere ai vostri ospiti la bellissima vista panoramica. Qualcuno ha pensato a come e dove arriverà il sole? Potrebbe essere per metà esposta al sole e per metà completamente all’ombra.

E se invece fosse il vento il vero nemico del vostro matrimonio?

Insomma, come avrete capito, le variabili sono molte e avere la possibilità di creare un terzo piano, più flessibile, più concreto vi aiuterà a gestire questi imprevisti senza rinunciare ad utilizzare alcune parti della location che avete scelto.

Ma attenzione, non è tutto oro quello che luccica.

Keep it Simple!

Non è necessario creare piani complessi o articolati.

La regola d’oro è una: semplicità.

Se un’idea è difficile da immaginare, sarà ancora più difficile realizzarla.

Attenzione ai dettagli pratici

Ci sono però altri fattori da considerare, oltre a quelli legati al meteo.

  1. Timing: Il Piano C avrà tempistiche diverse dal piano A e dal piano B. Comunicate ogni decisione ai fornitori e cercate di capire con loro la fattibilità di ogni proposta.
  2. Budget: Sicuramente ci saranno costi extra per il noleggio di nuovi materiali e per le modifiche last-minute.
  3. Tempistiche di preparazione: I fornitori hanno bisogno di tempo per organizzarsi; quindi, è importante fissare una scadenza per le decisioni.

Adottare un piano C significa essere pronti a qualsiasi imprevisto, senza stress e senza rinunce.

Tutte le foto dell’articolo sono prese da Pinterest.

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