Gli abiti da sposa iconici del ’900 che hanno fatto la storia

Ci sono abiti da sposa che appartengono a un matrimonio, e poi ci sono abiti che appartengono alla storia. E di questi abiti da sposa iconici del ‘900 parleremo in questo articolo.

Alcuni hanno definito un’epoca, altri hanno rivoluzionato l’idea stessa di matrimonio, femminilità ed eleganza.
Perché un abito da sposa non racconta mai solo una scelta estetica: racconta il momento storico, il ruolo della donna, il concetto di amore e persino il clima sociale di quel periodo.

Gli abiti da sposa iconici del ‘900

In questo articolo attraversiamo alcuni degli abiti da sposa iconici del ’900, Dal romanticismo regale di Grace Kelly all’anticonformismo di Yoko Ono, passando per il volume teatrale di Lady Diana, cercando di capire non solo come erano fatti, ma soprattutto perché hanno lasciato un segno così profondo nell’immaginario collettivo e come questi bridal look abbiano influenzato la moda sposa contemporanea.

Se ami la moda bridal vintage e vuoi capire come è cambiato l’abito da sposa nel corso del Novecento, puoi leggere anche la guida completa:
100 anni di spose: come è cambiato l’abito da sposa nel ’900

Regina Elisabetta II (1947): la rinascita dopo la guerra

Partiamo con l’abito di Elisabetta II, ultima regina d’Inghilterra, che si sposò con il principe Filippo di Edimburgo il 20 novembre 1947 nell’Abbazia di Westminster a Londra.

Si conobbero otto anni prima di questa data e fu amore a prima vista per entrambi!

L’abito della sposa fu comprato con le tessere del razionamento, ancora in vigore: il governo gliene concesse duecento in più, anche se da tutto il paese centinaia di ragazze inviarono le loro per aiutarla (le tessere furono tutte restituite: usarle sarebbe stato illegale).

Norman Hartnell, stilista di corte, disegnò un abito in seta con motivi di gigli stellati e fiori d’arancio, ricamato con cristalli e perle e ispirato alla Primavera di Botticelli, e con uno strascico di 4 metri. Il corpetto con scollo a cuore era aderente e chiuso sulla schiena da 22 bottoncini, mentre la gonna arrivava a terra ed era costituita da diversi pannelli.

Il velo era trattenuto dalla  Queen Mary’s Fringe Tiara mentre il bouquet era realizzato con diverse tipologie di orchidee bianche e un rametto di mirto.

Per rispettare la tradizione, si racconta che sotto l’abito la futura regina indossasse un vecchio tubino blu tagliato da un abito da sera della madre. 

Perché ha fatto storia

Questo matrimonio segnò il ritorno della speranza e in parte del lusso dopo gli anni della guerra. L’abito della futura regina non rappresentava ostentazione, ma incarnava un sentimento di gioia e positività.

Il loro matrimonio fu il primo evento mondano dopo la fine della Seconda guerra mondiale: era carico quindi di un forte valore simbolico. La cerimonia fu registrata e trasmessa dalla BBC entrando così nelle case di migliaia di persone.

Linda Christian (1949): Hollywood entra nel matrimonio

Il matrimonio tra Linda Christian e Tyrone Power, i genitori di Romina Power, viene spesso considerato il primo vero matrimonio hollywoodiano moderno.

Linda Christian indossò un abito satinato spettacolare, con silhouette aderente e dettagli romantici, confezionato per lei dalle Sorelle Fontana, che presero ispirazione dall’arte italiana del ‘400. La semplicità dell’abito, chiuso fino al collo con dei bottoncini, insieme alla preziosità dei ricami realizzati con cristalli e perle, conquistarono il mondo. In testa una cuffietta in seta e ricami in perle teneva un velo in tulle lungo 7 metri, mentre il bouquet era realizzato come se fosse un manicotto.

Perché ha fatto storia

Da questo momento in poi, il matrimonio delle celebrità iniziò a influenzare direttamente la moda e il desiderio collettivo.

L’intera estetica del matrimonio sembrava uscita da un set cinematografico. La stampa internazionale seguì l’evento come fosse una première hollywoodiana. Per la prima volta il matrimonio diventava intrattenimento mediatico.

Jacqueline Kennedy (1953): il romanticismo americano degli anni ’50

Il matrimonio tra Jacqueline Bouvier e John Fitzgerald Kennedy fu il simbolo perfetto dell’America elegante e aristocratica degli anni ’50. Era il 12 settembre 1953.

L’abito era il perfetto esempio del New Look nato pochi anni prima con Christian Dior. Jacqueline lo definì troppo voluminoso per i suoi gusti, quasi “un paralume”, ma il pubblico lo adorò.

L’abito fu disegnato da Ann Lowe e richiese 50 metri di tessuto: la gonna di taffettà era abbellita da ampi cerchi di nastri intrecciati e di minuscoli fiori d’arancio e il colore a metà tra il crema e l’avorio ben si adattava al velo di merletto Venezia della nonna di Jackie.

Ad impreziosire l’insieme c’era un girocollo in perle e un braccialetto di diamanti, con il bouquet di orchidee bianche e rosa e gardenie.

Perché ha fatto storia

Jacqueline Kennedy trasformò la First Lady in icona di stile internazionale e fu consolidata l’idea del matrimonio come grande evento sociale.

Il loro matrimonio, evento enorme con oltre mille invitati e una copertura mediatica gigantesca, fu da subito l’evento mondano dell’anno, raccontato da giornali e magazines di tutto il mondo, che nel tempo ne hanno analizzato ogni dettaglio, dalla location agli invitati, fino naturalmente all’abito da sposa.

Grace Kelly (1956): l’eleganza reale che ha definito la sposa classica

Quando Grace Kelly sposò il Principe Ranieri III di Monaco il 19 aprile 1956, il mondo assistette a quello che ancora oggi viene considerato uno dei matrimoni più iconici del Novecento. La cerimonia fu un evento mediatico globale: per la prima volta il matrimonio di una star hollywoodiana e di un principe europeo diventava spettacolo internazionale.

L’abito, disegnato dalla costumista Helen Rose della MGM, richiese settimane di lavoro e decine di sarte. Realizzato in taffetà di seta, pizzo Valenciennes e migliaia di perle cucite a mano, aveva una silhouette elegantissima e si componeva di quattro parti: il corpetto a collo alto strutturato in pizzo chiuso da bottoncini con maniche lunghe in pizzo, la fascia che stringeva la vita, la sovragonna e diverse sottogonne cucite direttamente al corpetto. A chiudere il tutto pensava un lungo strascico in tulle.

La futura principessa di Monaco decise di non indossare una classica tiara. Preferì invece un grazioso copricapo impreziosito da pizzo e perle che teneva fermo il velo, scelto in un filato il più possibile trasparente per lasciare il suo viso ben visibile.

Le scarpe, decorate con perle e pizzo, portavano impresse i nomi dei due sposi, con una moneta di rame come portafortuna. Oltre a un piccolo mazzolino di mughetti, la sposa tenne tra le mani la Bibbia, come da usanza cattolica, rivestita in seta, pizzo e perle.

Perché ha fatto storia

Grace Kelly ha definito l’idea moderna di “sposa principessa”.
Elegante ma composta, romantica ma sofisticata: la sua immagine ha costruito un immaginario ancora attualissimo. Le linee dell’abito erano pulite e rimandavano ad un immaginario favoloso e senza tempo.

Con questo matrimonio per la prima volta il glamour hollywoodiano si univa al fascino legato ad una casata regale antichissima.

Alcuni dettagli dell’abito di Grace Kelly — come il collo alto in pizzo, le maniche lunghe e le linee pulite — sono tornati fortemente di tendenza negli ultimi anni. Ne parlo meglio qui: Gli abiti da sposa del ’900 che stanno tornando di moda oggi.

Priscilla Presley (1967): il glamour degli anni ’60

Il matrimonio tra Priscilla Beaulieu ed Elvis Presley rappresenta perfettamente il contrasto degli anni ’60: tradizione e spettacolo convivono nello stesso momento. La cerimonia, a Las Vegas, celebrata il 1° maggio 1967 all’Aladdin Hotel di Las Vegas, durò pochi minuti ma ebbe una copertura mediatica immensa.

Priscilla scelse un abito baby doll in seta e chiffon con lungo velo in tulle bianco, impreziosito da cristalli e perline.

Ma il vero protagonista era il beauty look: eyeliner marcato, ciglia drammatiche, capelli altissimi e voluminosi. Un’estetica che è diventata iconica e detta regola ancora oggi.

Perché ha fatto storia

Priscilla portò nel mondo wedding l’estetica pop e glamour degli anni ’60. Ma la vera novità fu il suo trucco e l’hair styling, che influenzò le spose per anni.

Il beauty look di Priscilla Presley ha influenzato intere generazioni di spose e racconta perfettamente come sia cambiato il concetto di make-up sposa nel corso del Novecento. Ti racconto tutto qui: Make-up sposa: 100 anni di cambiamenti.

Yoko Ono (1969): la rottura totale delle regole

Quando Yoko Ono sposò John Lennon, il matrimonio smise improvvisamente di dover seguire regole precise.

I due si incontrano a Londra e fu un colpo di fulmine e da quel momento diventarono inseparabili.

Il matrimonio fu celebrato con una cerimonia rapida e molto intima il 20 marzo 1969 a Gibilterra, raggiunta da Yoko e John con un aereo privato.

La sposa, artista, musicista e poetessa giapponese, aveva uno stile personale lontano dai trend e dalle mode del momento. Per il suo matrimonio scelse un abito assolutamente in contrasto con ciò che le regole e le convenzioni prevedevano per l’abito della sposa.

In questo il suo look essenziale e molto casual era perfettamente in linea con il rito che è stato celebrato, essenziale e molto informale.

Yoko indossò un miniabito con maniche corte in crepe e gonnellina di ruches, un paio di calzettoni fino al ginocchio e delle sneakers. A completare il look, c’era un grande cappello a campana e un paio di occhiali da sole, mentre i capelli erano lasciati liberi al vento.

Unico dettaglio della tradizione rispettato? Il colore: bianco!

Perché ha fatto storia

Yoko Ono ha aperto la strada all’idea contemporanea di matrimonio: una cerimonia che non per forza deve prevedere invitati e ricevimento, ma che ha valore anche se intima e ristretta.

Da quel momento, ogni sposa si sentì libera di scegliere per sé stile e modello dell’abito. L’abito da sposa diventava rappresentazione della personalità della sposa che lo indossava, non più soltanto di una moda dettata dall’alto.

Lady Diana (1981): l’abito che ha trasformato il matrimonio in spettacolo

Arriviamo così negli anni ’80, per il matrimonio più iconico del ‘900.

E’ il 29 luglio 1981 e Carlo il Principe di Galles e Diana Spencer futura principessa di Galles, si sposarono nella Cattedrale di San Paolo a Londra. Le nozze da favola furono trasmesse in mondovisione, e più di seicentomila persone affollarono le strade al passaggio della carrozza che portava Lady D in chiesa.

L’abito della sposa fu realizzato in taffetà e seta color avorio, disegnato e realizzato da David Emmanuel con una gonna immensa, un corpino in pizzo con scollo a cuore e ampie maniche a sbuffo, tenute al braccio da enormi fiocchi. Era adornato di pizzi antichi, lustrini e svariati altri piccoli fiocchi, in un modello a meringa decorato con diecimila paillettes e perle. Lo strascico era lungo ben 7,62 metri. Il velo era tenuto da una tiara appartenuta alla famiglia Spencer. Il bouquet era a cascata, lungo 42 centimetri e largo 15; era composto da rose gialle Mountbatten, orchidee bianche e mirto, gardenie, fresie e mughetto.

Perché ha fatto storia

Tutto il mondo rimase incantato nel guardare la giovanissima Lady Diana entrare nella cattedrale di St. Paul e occupare l’immensa navata con lo strascico più lungo nella storia dei matrimoni della famiglia reale inglese.

L’abito della sposa era esagerato, romantico, teatrale ed era perfettamente anni ’80.

Diana trasformò il matrimonio in evento mediatico globale. Da quel momento aumentarono i matrimoni scenografici, crebbe la richiesta degli abiti principeschi e il matrimonio entrò nella cultura pop.

Cosa ci insegnano oggi questi abiti da sposa iconici del ‘900

Ogni abito racconta qualcosa di più grande:

  • il ruolo della donna
  • il periodo storico
  • l’idea di amore
  • il rapporto con la tradizione

Ed è forse per questo che alcuni abiti da sposa iconici del ‘900 continuano ancora oggi a ispirare le spose contemporanee.

Perché cambiano le mode, ma resta il desiderio di sentirsi rappresentate davvero nel giorno del proprio matrimonio.

Se stai cercando ispirazione vintage per il tuo matrimonio contemporaneo, sto preparando anche una guida dedicata a come scegliere un abito da sposa vintage oggi.

FAQ

Qual è l’abito da sposa più iconico del ’900?

Quello di Lady Diana è considerato uno degli abiti da sposa più iconici del ‘900 e riconoscibili della storia.

Perché l’abito di Grace Kelly è ancora così copiato?

Perché rappresenta un equilibrio perfetto tra eleganza, romanticismo e raffinatezza senza tempo.

Quale sposa ha rivoluzionato di più la moda bridal?

Yoko Ono, perché ha rotto completamente gli schemi tradizionali del matrimonio.

Perché i matrimoni reali influenzano così tanto la moda?

Perché diventano eventi mediatici globali e costruiscono nuovi immaginari estetici.

Gli abiti vintage influenzano ancora le spose moderne?

Sì, moltissime tendenze bridal contemporanee nascono proprio da reinterpretazioni vintage.

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